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déjà vu: La signora S., una donna intelligente sulla sessantina, ha subìto un...

uncertainplume:

La signora S., una donna intelligente sulla sessantina, ha subìto un ictus massivo che le ha compromesso le parti più profonde posteriori dell’emisfero cerebrale destro, lasciando peraltro intatta la sua intelligenza, e il suo senso dell’umorismo.
A volte si lamenta con le infermiere perché,…

"Dalla lettura delle pagine scritte, la lettura che gli amanti fanno dei loro corpi (di quel concentrato di mente e corpo di cui gli amanti si servono per andare a letto insieme) differisce in quanto non è lineare. Attacca da un punto qualsiasi, salta, si ripete, torna indietro, insiste, si ramifica in messaggi simultanei e divergenti, torna a convergere, affronta momenti di fastidio, volta pagina, ritrova il filo, si riperde. Vi si può riconoscere una direzione, il percorso verso una fine, in quanto tende ad un climax, e in vista di questo fine dispone di fasi ritmiche, scansioni metriche, ricorrenze di motivi. Ma il fine è proprio il climax? O la corsa verso quel fine è contrastata da un’altra spinta che s’affanna controcorrente, a risalire gli attimi, al recupero del tempo? Se si volesse rappresentare graficamente l’insieme, ogni episodio col suo culmine richiederebbe un modello a tre dimensioni, forse a quattro, nessun modello, ogni esperienza è irripetibile. L’aspetto in cui l’amplesso e la lettura s’assomigliano di più è che al loro interno s’aprono tempi e spazi diversi dal tempo e dallo spazio misurabili."

- Italo Calvino, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”

"Dovremmo corteggiare le donne bendati. Le donne dovremmo sceglierle senza che si tolgano una qualche forma di cappuccio. Naturalmente, nella ricerca della bellezza, cioè, in pratica, della regolarità delle linee del volto e del corpo, obbediamo a degli imperativi biologici: la conservazione del modello somatico. Ci sono due forme di selezione. Nella prima si dà rilievo ai tratti funzionali. Si riproducono gli animali più adatti a sopravvivere nella loro nicchia ecologica. Ma poi c’è la selezione sessuale. E in quest’ultima prevalgono degli imperativi (la vistosità per esempio) che hanno fatto del pavone l’animale che è. Non un granché: è particolarmente ingombrante e si difende male dai predatori. Anche i cervi hanno tutti questi palchi di corna per una strada sbagliata imboccata dalla selezione sessuale. Per gli uomini si conserva la regolarità dei tratti, ciò che si definisce bellezza. Probabilmente fra gli animali l’attrazione fisica opera su metri diversi, magari contano di più gli odori, cui peraltro facciamo ricorso anche noi: ma qui è tutto artificio."

- “Nella bolla - Come si vive con l’autismo”, Lapo Marini

Quando si dice che i bambini hanno sempre qualcosa da insegnarti

Stamattina la vera sofferenza si è presentata ai miei occhi nei panni di un bambino dai dolcissimi occhi azzurri e si è violentemente scontrata con la sua immensa voglia di vivere e di comunicare, in tutti i modi. E’ stato un impatto violentissimo che mi ha investita in pieno petto, dentro al petto. Tremante e con gli occhi pieni di lacrime, mordendomi le labbra per non scoppiare a piangere, ho fatto di tutto per NON sottrarmi allo spettacolo e godermi lo splendore di quegli occhi intelligenti e di quel sorriso negato così vitali da trasmettere gioia e commozione tutt’intorno. 

(via s3ldon)

(via albascura)

And I have finally seen the light 
And I have finally realized
I need your Love

Come to me, just in a dream
Come on and rescue me

 

Muse, “Madness”

"L’amore non è un aperitivo o una cena fuori, ma una dannatissima quotidianità che diventa una sorpresa ogni giorno grazie al fatto di essere in due. […] Amare è un’altra cosa: è un verbo, un’azione. Non è guardare un film su Paesi lontani, ma andarci davvero, in due: valigie, fusi orari, attese, moltiplicati per due. Asciugamani, spazzolini, letti, moltiplicati per due. Caffè, lacrime, sorrisi, moltiplicati per due. Tutto è raddoppiato. Mentre le fatiche vissute insieme, condivise fianco a fianco, mano nella mano, diventano meno di uno."

- Alessandro D’avenia (via avevilemiestesseeidenticheossa)

(via iosonotremenda)

"

Metti la mano
sulla mia fronte
come se la tua mano
fosse la mia mano.

Sorvegliami, come se
mi si volesse uccidere
come se la mia vita
fosse la tua vita.

Amami, come se
tu lo volessi
come se il mio cuore
fosse il tuo cuore.

"

-  ”Metti la mano”, Attila Jòzsef

"

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

"

- Wislawa Szymborska, La fine e l’inizio